domenica 26 agosto 2012

In punta di pennello



"Questo l'hai fatto perché sei bravo a disegnare, ma non vedi che non vale niente? Che non c'è amore? Dai, posa questo pennello e vieni a pranzo!"
Rolando scosta la sedia dalla scrivania, è un pò risentito ma, forse, in fondo ha ragione sua moglie. In quell'abbozzo di dipinto non c'era sentimento. le dita scivolavano sulla tela ma la testa era scollegata dal cuore. Era come se la mano seguisse meccanicamente delle linee già tracciate ma null'altro. Forse era davvero il caso di abbandonare quel quadro; avrebbe pranzato e poi magari guardato un pò di televisione. Ma è difficile pensare ad altro, concentrarsi anche solo sulla trama di un film da vedere alla tv se in testa ti martella qualcosa che non lascia spazio. Riempire lo stomaco con la sua pietanza preferita, infatti, non era servito a colmare il vuoto lasciato da quel dipinto iniziato male, con il piede sbagliato. d'altronde un quadro lo devi sentire. solo così diventa una valanga impossibile da fermare, sensazioni che smaniano per essere rivelate attraverso i colori, le ombre, le prospettive. Solo se dipingi con amore il risultato finale può essere appagante, questo Rolando lo sapeva bene.

Dalla storia di Rolando Meallesi.




(Per informazioni sul libro "Cosa abbiamo in Comune" contattateci tramite la pagina facebook che trovate alla sezione Pubblicazione oppure cliccando qui, o all'indirizzo E-mail: sabrina.bazzanti@gmail.com)

Nessun commento:

Posta un commento