"Questo
l'hai fatto perché sei bravo a disegnare, ma non vedi che non vale niente? Che
non c'è amore? Dai, posa questo pennello e vieni a pranzo!"
Rolando
scosta la sedia dalla scrivania, è un pò risentito ma, forse, in fondo ha
ragione sua moglie. In quell'abbozzo di dipinto non c'era sentimento. le dita
scivolavano sulla tela ma la testa era scollegata dal cuore. Era come se la
mano seguisse meccanicamente delle linee già tracciate ma null'altro. Forse era
davvero il caso di abbandonare quel quadro; avrebbe pranzato e poi magari
guardato un pò di televisione. Ma è difficile pensare ad altro, concentrarsi
anche solo sulla trama di un film da vedere alla tv se in testa ti martella
qualcosa che non lascia spazio. Riempire lo stomaco con la sua pietanza
preferita, infatti, non era servito a colmare il vuoto lasciato da quel dipinto
iniziato male, con il piede sbagliato. d'altronde un quadro lo devi sentire.
solo così diventa una valanga impossibile da fermare, sensazioni che smaniano
per essere rivelate attraverso i colori, le ombre, le prospettive. Solo se
dipingi con amore il risultato finale può essere appagante, questo Rolando lo
sapeva bene.
Dalla
storia di Rolando Meallesi.
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