“Ci sono stati momenti molto
difficili. Forse tanta gente al mio posto non avrebbe voluto continuare, ma io
sono più testardo di un mulo. Ho visto cadere gli alberi per la necessità di
aumentare le superfici di terreno coltivabile, ho visto il terreno bruciato dal
sole indurire rapidamente fino a diventare improduttivo, i pozzi prosciugarsi e
le famiglie abbandonare case e campi, le città gonfiarsi e diventare
pericolose. Certi scenari, i conflitti, la fame, non te li puoi dimenticare. Ti
si imprimono nella memoria e non li cancelli più. Molte volte anche noi ci
siamo ritrovati a doverci arrangiare e mi sono reso conto di come può essere
difficile. Una volta abbiamo dormito dentro un magazzino per i cereali, faceva
così caldo e sudavamo talmente tanto che gli asciugamani che usavamo per
dormire, erano sempre bagnati. Per sdrammatizzare il mio collaboratore inveiva
contro chi si va a fare le saune a pagamento. Oppure contro chi per fasi la
doccia riesce a sprecare litri e litri d’acqua, mentre lì potevamo lavarci si e
no con mezzo litro. Chi non tocca con mano certe situazioni, non potrà mai
rendersi conto della gravità!
Dalla storia di Venanzio Vallerani
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