Era
dietro le sbarre e non sapeva se ridere o piangere. La situazione aveva un che
di comico ma allo stesso tempo era anche un po’ preoccupante. A pensare come
c’era finito là dentro, era tutta colpa di quel ragazzino! Quel furfante aveva
cercato di vendergli del pesce ad un prezzo esorbitante e al suo rifiuto aveva
deciso di vendicarsi. Il ragazzino aveva notato tutte quelle conchiglie proprio
sotto l’ombrellone di Enzo ed aveva capito che era un appassionato, un
collezionista, allora aveva deciso di chiamare la polizia locale. Da
quell’estate, infatti, era entrata in vigore una nuova legge che imponeva il
divieto assoluto di raccogliere conchiglie. Enzo aveva sentito distrattamente
la notizia o, forse, aveva fatto finta di essere distratto. Fatto sta che ora
era finito in quella prigione. Le sbarre, fortunatamente, si aprirono dopo due
ore e lui poté tornare alla sua vacanza e alla sua casa, ma senza conchiglie.
Da quel momento abbandonò la raccolta di alcune specie ma di certo non la sua
passione continuando a collezionare conchiglie ed oggetti realizzati con quel
materiale provenienti da ogni angolo del pianeta.
Dalla storia di Enzo Betti
(Per informazioni sul libro "Cosa abbiamo in Comune" contattateci tramite la pagina facebook che trovate alla sezione Pubblicazione oppure cliccando qui, o all'indirizzo E-mail: sabrina.bazzanti@gmail.com)
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