giovedì 4 ottobre 2012

Back to the future



"La mattina seguente, di buon ora, Lorenzo andò di corsa alla cantina, gli impegni erano davvero tanti, ma prima di passare in ufficio decise di fare un giro per le sue vigne. Prese la macchina ecologica e su per il viale alberato, lasciando la valle alle spalle per salire verso le colline circostanti da dove osservare la vita nei campi, in piena attività in qualsiasi momento dell'anno. Dalla semina, alla vendemmia, alla raccolta delle olive, era tutto semplicemente vero e talmente tanto affascinante allo stesso tempo che riusciva a riempirgli il cuore di belle sensazioni. Lorenzo era abituato a fare quel giro con i suoi dipendenti o con gli ospiti, ma quando doveva ricaricare le energie e svuotare la mente, quel bel giretto se lo faceva da solo. Era un’occasione anche per ammirare splendidi paesaggi, come la distesa di olivi secolari. Arrivò fino alla “vigna Lorenzo”, chiamata così proprio in suo onore e quello era il punto più suggestivo del tour per la bellezza mozzafiato delle colline circostanti, con le loro mille sfumature di verde, interrotte qua e là dalle valli dell'Umbria centrale. Intorno la pace più assoluta. Da quel punto, guardando in alto, si poteva scorgere il castello costruito in epoca romana e sopravvissuto a oltre duemila anni di guerre e conquiste. Lì c’era casa sua, ne fu sollevato. Un paio di grossi sospiri, qualche secondo di silenzio ed era pronto per ritornare."


Dalla storia di Lorenzo Fasola Bologna 


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