venerdì 12 ottobre 2012

Scatti di me



Mi infilo in una stanza attigua al set, c’è un bel sole invernale. Dalla finestra entra una luce bianca che mette voglia di vivere. Mi ‘spiatto’ col viso sul finestrone. Adoro il sole, ne sono dipendente, come una pianta per attuare la fotosintesi, ne ho bisogno per essere allegro o, più semplicemente, sono uno dei tanti meteoropatici. Mi siedo su un divano sotto la finestra e prendo l’agenda del lavoro. Non sono uno che sa aspettare con le mani in mano, devo sempre riempirmi il tempo e lo spazio con qualcosa, altrimenti mi prende l’ansia. Ma, almeno nei giorni di set, ho i miei stratagemmi per tenerla sotto controllo: mi accordo minuziosamente su tutti i particolari con la troupe e il giorno degli scatti arrivo un’ora dopo la convocazione, non per dormire di più, né per fare il divo, ma per non rimanere in attesa due ore per la preparazione della modella ed il montaggio dei materiali e delle luci. Apro l’agenda. La mia rubrica, sotto Natale, è così piena d’impegni di lavoro che ho dovuto pure attaccarci una ventina di post-it perché non c’era più spazio per segnarci le cose. Consegnare postproduzione, fatto, check parquet casa nuova, fatto, sentire agente per contratto di esclusiva, fatto, casting redazionale 13 dicembre, fatto. Fumare un'altra sigaretta, fatto! Arrivo ad un nuovo post-it: ‘scrivere qualcosa su di te per l’intervista di Marsciano’.


Dalla storia di Emilio Tini 


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