Mi infilo in una stanza attigua al set, c’è un bel sole
invernale. Dalla finestra entra una luce bianca che mette voglia di vivere. Mi
‘spiatto’ col viso sul finestrone. Adoro il sole, ne sono dipendente, come una
pianta per attuare la fotosintesi, ne ho bisogno per essere allegro o, più
semplicemente, sono uno dei tanti meteoropatici. Mi siedo su un divano sotto la
finestra e prendo l’agenda del lavoro. Non sono uno che sa aspettare con le
mani in mano, devo sempre riempirmi il tempo e lo spazio con qualcosa, altrimenti
mi prende l’ansia. Ma, almeno nei giorni di set, ho i miei stratagemmi per
tenerla sotto controllo: mi accordo minuziosamente su tutti i particolari con
la troupe e il giorno degli scatti arrivo un’ora dopo la convocazione, non per
dormire di più, né per fare il divo, ma per non rimanere in attesa due ore per
la preparazione della modella ed il montaggio dei materiali e delle luci. Apro
l’agenda. La mia rubrica, sotto Natale, è così piena d’impegni di lavoro che ho
dovuto pure attaccarci una ventina di post-it perché non c’era più spazio per
segnarci le cose. Consegnare postproduzione, fatto, check parquet casa nuova,
fatto, sentire agente per contratto di esclusiva, fatto, casting redazionale 13
dicembre, fatto. Fumare un'altra sigaretta, fatto! Arrivo ad un nuovo post-it: ‘scrivere
qualcosa su di te per l’intervista di Marsciano’.
Dalla storia di Emilio Tini
(Per informazioni sul libro "Cosa abbiamo in Comune" contattateci tramite la pagina facebook che trovate alla sezione Pubblicazione oppure cliccando qui, o all'indirizzo E-mail: sabrina.bazzanti@gmail.com)
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