martedì 30 ottobre 2012

Nel cuore e nelle gambe



Ultimo chilometro. Lei è dietro la mia bicicletta, mi sta a ruota, manca poco. Dopo quasi quattro ore di pedalate, la gara sta per finire e lo sprint finale non è ancora perso. Un chilometro e tutte le fatiche di un’intera stagione saranno finalmente finite, ma non posso arrendermi, no? Non posso mica non provarci. Sono qui e sono convinta che uno spiraglio dovrà pur esserci, dovranno pur avere un momento di debolezza e io dovrò riuscire a sfruttarlo bene. Si tratta di sapere chi soffre di più, la differenza la fa il cuore, ci ripete spesso il nostro allenatore. Ormai non sento più il sudore e quelle goccioline fastidiose che scendono sugli occhi. I muscoli delle gambe sono talmente abituati all’andamento che non avranno problemi a fare un ultimo sforzo. La mia bicicletta è preparata a fare il suo dovere e quando ci sentiremo pronte attaccheremo. In questi momenti tutti quelli che sono dietro non contano più, chi è davanti è solo un ostacolo fra te e il traguardo. E quelle voci che arrivano nelle orecchie come un ronzio sembrano voler dire qualcosa, ma non riesco a capire, so solo che mi fa molto piacere sentirle. Da queste parti il calore e l’affetto del pubblico si sente bene, anche quello di chi non mi tifa e non mi incita. Il rumore della gente è sempre un suono meraviglioso, sono lì per noi e per vedere chi la spunta.


Dalla storia di Monia Baccaille 

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